Martedì, Dicembre 12, 2017

Tracce "Gurugatha"

Tracce "Gurugatha" Fotografie Melina Mulas

Tracce, Gurugatha è una preghiera in onore dei Guru. E’ una resa di
grazie a Krishnaveni Lakhsmanan e a Kamala Rani, maestre indiane di danza e di musica scomparse da poco.

La danza di Nuria attualizza le antiche figurazioni creando un linguaggio in cui il gesto codificato scivola in un gesto nuovo permeato di memorie. La sua coreografia contiene il sentimento della circolarità che è proprio della concezione del tempo in India.
La musica di Federico Sanesi ricrea il suono degli elementi cosmici e compone l’universo sonoro in cui la danza si genera: la voce di Neela Bhagwat canta antichi testi poetici in sanscrito alla natura e alla terra come Dea. Le opere di Carla Sanguineti sono gli elementi concreti e simbolici in cui l’evento di Tracce si compie.

Nel lungo cammino della quotidianità, tra realtà che appaiono ovvie ma sottintendono trasformazioni di millenni, compaiono Tracce. Sono I fili che ci collegano ai Guru, le maestre e I maestri che con il loro insegnamento hanno portato e portano alla conoscenza.
L’acqua, che lava e purifica, la terra il grano e il latte che nutrono, il vento e I suoni che fanno vibrare, sono grandi doni: la musica ne fa sentire l’eco nel corpo che danza. Federico Sanesi, usando vibrafono, tabla, mrudangam, batteria, gong… tesse una trama sonora di diversi mondi che si sovrappongono dalla natura all’elettronica. La voce di Neela è il filo conduttore di una estasi, della gioia della danzatrice che si sente Anima mundi.
L’Anima, opera di Carla Sanguineti, vola come una farfalla, rispecchia l’universo e l’inconscio, crea immagini, collega l’io al tutto e a tutti. Fa esplodere la gioia della vita nel tripudio della danza.
Il corpo della danzatrice entra im un’altra dimensione: rivela la luce e la bellezza che custodisce, la sua appartenenza alla terra.
Nell’arte della danza ci sono tracce dei Guru, nei gesti antichi che sono diventati memoria del corpo e nei gesti che nascono per esprimere e tramandare. Nelle figurazioni di Nuria compaiono ricordi come lampi: le maestre, Chennai la città della danza che sorge sul mare, la poetica del quotidiano, al quale si ritorna, alla fine, conservando memoria del dono ricevuto per lasciarlo a chi segue. Tracce nella sabbia, appunto.

PRITHVI SAGANDHA
La terra è segnata dalla, fragranza
Le acque sono I succhi della vita,
Il vento sfiora e il fuoco è la luminosità della vita.
Il cielo cattura I suoni e le parole,
Io mi inchino a tutti questi elementi ogni mattina.

SAMUDRAVASANE DEVI
La terra indossa un abito nella forma di Oceani,
Le montagne sono I suoi seni,
Lei è la moglie del Signore Vishnu,
Ah terra! Ti prego di accetare le mie scuse
E perdonami per toccarti con I miei piedi.

“Si ha sempre davanti a sé una vecchia donna, quando si è in cammino e anche una dietro, e non sono sempre le stesse, possono essere terribili o gentili, minacciose o incantevoli, mentre si seguono le curve della strada..”
( Antonia Byatt)

 

Coreografia e danza: Nuria Sala Sanesi
Spazio scenico e opere: Carla Sanguineti
Musica composta ed eseguita: Federico Sanesi
Testo Poetico e Canto: Neela Bhagwat