Martedì, Dicembre 12, 2017

Gritos descritos

Gritos descritos ha la sua origine nel rapporto con un testo antico, L’Antico Testamento, frammenti di Qohelet, Daniele e Isaia, e la sua incarnazione visuale e sonora: abbraciare la parola perché divenga carne danzante, cantante, ed avvicinarsi così a suoni e gesti che abitano le più lontane stratificazioni dell’essere.

QOHELET l’indipendenza di ogni cellula si esprime nel monologo, nello strusciarsi, nella traccia di una giustapposizione. Due occhi-piscine guardano, uno al di dentro l’altro al di fuori, due dimensioni, alle quali se ne aggiunge un altra, quando I due occhi si incrociano, la dimensione della poesia, dell’arte.
DANIELE gunguru ritmo logico, illogico, di ognuno, dei sogni.
La barba potere di Nabuchodonosor, mille occhi per Daniele che “guarda nella visione notturna”. Un’assonanza di ritmi e la barba cade: Nabuchodonosor vede. L’individuo si rivela grazie e in funzione dell’altro.
ISAIA lo spazio sonoro di Isaia è continuo, è uno spazio del presente, di ciò che non si distingue, che è fluttuante, in trasformazione.
Il rapporto non è più d’unità, ma dall’uno all’innumerevole.
Singolarità, alterità o moltitudine si alternano nei due corpi in scena, nel corso di una sucessione di metamorfosi che sono l’inizio di una forma sempre incompleta.


SPAZIO SONORO E SCENICO: GIULIANA DI BENARDO
COREOGRAFIA E DANZA: NURIA SALA GRAU
VOCE E TESTO: GHISLAINE DE MONTAUDOUIN

 

Creazione del 1999-2000

Performances Selezionate:

Da “Action Imageante” nel Giugno 1999
Al Mercado De Santa Ana, Badajoz in Spagna.
Da DIECI DUE International Research Contemporary Art
nel Circolo Culturale Bertolt Brecht, Il 19 Febbraio 2000 a Milano.